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Report Ghana 2011

MISSIONE IN GHANA, OTTOBRE 2011

 

Il Comboni Centre nel paesino si Sogokope, sulla riva del fiume Volta, si trova a circa un paio d’ore da Accra, capitale del Ghana. È stato fontato da Padre Riccardo Novati che non solo ha fatto costruire un ospedale ben funzionante, raggiunto da molte persone che arrivano anche dal confinante Togo, ma anche una scuola primaria e secondaria e un istituto tecnico con tanto di falegnameria.

La nostra missione è durata poco più di due settimane. Non molto purtroppo perché come sempre succede quando si arriva in Africa, sono necessari un paio di giorni per ambientarsi e per riuscire ad entrare in sintonia con il personale.

Dr. Cham a parte, medico responsabile di tutto l’ospedale che è stato molto gentile ed accogliente e desideroso di imparare da noi fin dall’inizio, il resto del personale è quello che ci ha creato, i primi giorni, qualche problema. Chi arriva a lavorare in ospedale viene sempre visto come qualcuno che prova a “rubare il lavoro”, piuttosto che intenzionato a importare le proprie regole ed abitudini senza rispettare quelle altrui. Importantissimo quindi dimostrarsi disponibili e accettare i loro ritmi (ritmi africani e quindi dilatatissimi !!!) per ottenere un rapporto di lavoro ottimo dopo meno di una settimana. Così è andata anche per noi… con il personale di sala, ostetriche e infermiere che, se all’inizio sembrava quasi infastidito dalla nostra presenza, al momento del ritorno in Italia ci ha chiesto in tutti i modi di fermarci ancora per qualche tempo o di tornare al più presto. Bisogna dire che il nostro era un gruppo giovane, che poteva non dare molta credibilità, dottoressa Morgani a parte, chirurga generale dell’ospedale di Forlì, alla quale darei una nota di merito per lo stacanovismo. Abbiamo fatto circa 40 interventi chirurgici, centinaia di ecografie ginecologiche e visite in Pronto Soccorso e in ambulatorio chirurgico.

Gli interventi sono stati soprattutto ernie inguinali e ombelicali, cisti ovariche e sebacee , lipomi, fibromi e gozzi. C’è stato anche un intervento su un cancro della vulva, un raschiamento uterino e 3 parti cesarei di cui due gemellari. L’ospedale e il reparto erano ben organizzati e la sala operatoria molto più attrezzata di quanto ce l’aspettassimo. Materiale in abbondanza (anche se noi ne abbiamo portato tantissimo) e sterilità sempre. In alcuni casi le infermiere si sono dimostrate non tanto solerti nel seguire le nostre richieste per i pazienti o le terapie prescritte … esempio lampante la richiesta di una sacca di sangue che non è mai arrivata. Ma credo che anche in casi come questi sia importante contestualizzare il problema nell’ambiente in cui ci si trova. Trovare una sacca di sangue e farla arrivare in ospedale in condizioni accettabili in Africa non è cosi semplice come può esserlo in un paese occidentalizzato.

Ad ogni modo il Dr. Cham ci ha fatto capire quanto sia stato importante per lui e per l’ospedale avere la possibilità di accogliere un gruppo così giovane, produttivo ed entusiasta.

Giudizio positivo anche sui nostri alloggi. Acqua calda e camere pulite che venivano rifatte ogni 3 o 4 giorni e prelibato e abbondante cibo.

Il tutto immerso nel verde e sulla riva del fiume.

 

Carolina Righetti

I racconti di viaggio

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